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General

Leading Hotel nel Chianti. L’Hotel Le Fontanelle, Hotel 5 Stelle in Toscana, situato nella suggestiva zona senese del Chianti Classico, catturando l’essenza magica di questa splendida regione, offre ai suoi Ospiti scenari di spettacolare bellezza incontaminata, per un soggiorno memorabile o per un evento privato davvero speciale.

Con le sue 25 camere suddivise in cinque diverse tipologie, questo bellissimo Resort offre ai suoi Ospiti un comfort raffinato e dal lusso ricercato, e diventa una scelta perfetta per una vacanza di piacere, una romantica luna di miele, matrimoni incantati, meeting, un percorso enogastronomico, oppure semplicemente una rilassante sosta, all’insegna del Benessere e della ricerca della Vostra Pace interiore.

Non c’è forse modo migliore di assaporare la storia di un Paese che non attraverso la sua Cucina…DeliziateVi quindi con piatti d’autore che, con creatività, gusto ed eleganza, esalteranno i sapori del ricettario Toscano, e a cui il Sommelier affiancherà Vini sapientemente selezionati.

Il tutto verrà avvolto dalla magica atmosfera del prestigioso Ristorante “La Colonna” o dal panorama mozzafiato che dalla favolosa Terrazza Belvedere, Vi catturerà, fornendoVi imperdibili viste sulle colline del Chianti.

Facilities

  • Aria condizionata
  • Autonoleggio
  • Canali satellitari
  • Cassaforte
  • Giardino
  • Lounges/bars
  • Parcheggio
  • Piscina
  • Riscaldamento
  • Ristorante
  • Sala convegni
  • Servizio catering
  • Servizio in camera/menu completo
  • Servizio lavanderia
  • Servizio navetta areoporto
  • Servizio stireria
  • Solarium
  • Spa
  • WIFI

Siena

Siena

Tetti color argilla e persiane verdi di case antichissime dominano rioni medievali. L’oro degli affreschi ben si sposa con l’intensa attività bancaria che l’ha resa protagonista della scena europea. Amante del teatro e dei dolci speziati. Sommelier per antonomasia. Antica come il policlinico, l’università e il famosissimo Palio, sa valorizzare la storia, la cultura e tradizione locale in una scena globale. Aperta a turisti e studenti internazionali, non manca di idee e spirito d’iniziativa. Tifosa, passionale e fortemente attaccata alle radici, non si risparmia per la propria contrada. Da Piazza del Campo al Duomo, dalla Torre del Mangia al Palazzo Comunale, dalla Pinacoteca Nazionale al Teatro della Parrocchia del Costone, dall’Enoteca Italiana al panforte, tra itinerari storici e vedute agresti, non perde il senso dell’orientamento per un viaggio nel tempo fra passato e futuro.

L’Aquila, il Bruco, la Chiocciola, la Civetta, il Drago, la Giraffa, l’Istrice, il Liocorno, la Lupa, il Nicchio, l’Oca, l’Onda, la Pantera, la Selva, la Tartuca, la Torre e il Valdimontone non sono nomi scelti aprendo a caso un dizionario della lingua italiana. Sembrano piuttosto rimandare ai giochi che si facevano da bambini in parrocchia, quando, durante gli oratori estivi, si veniva divisi in gruppi e per identificare la propria squadra si sceglieva un nome comune, con tanto di stemma a rappresentarlo visivamente. Beh, se questa è la prima immagine che balza alla mente, non bisogna credere di spingersi troppo in là con la fantasia o troppo indietro con la memoria. Stiamo parlando del famosissimo Palio di Siena e delle sue 17 Contrade. Molto più di una antica tradizione, molto più d’un gioco d’altri tempi: per i senesi è storia, passione, casa, famiglia, vita.

Quella che dal 1721, ininterrottamente, continua ad incendiare la città, il 2 luglio e il 16 agosto, è una vera e propria festa popolare, capace ancora di coinvolgere, appassionare, intrigare e attirare gli abitanti, i diretti concorrenti, semplici curiosi e turisti da ogni dove. Ma l’antica città medievale non è famosa nel mondo solo per la storica competizione. A renderla una delle mete turistiche più frequentate ci hanno pensato anche l’antica arte senese e la rinomata enogastronomia.

Come non ricordare a tal proposito i duecenteschi fondi d’oro, la Madonna di Montaperti o la Madonna delle Grazie, o altri capolavori del Duccio, Pietro e Ambrogio Lorenzetti, del Sassetta o Lippo Memmi gelosamente custoditi nella Pinacoteca Nazionale? O come non fare visita al complesso del Duomo, al Palazzo Comunale, alla Torre del Mangia o a Piazza del Campo? E come non assaggiare gli speziati Panforte e Panpepato o gli zuccherosi Ricciarelli? E come dimenticarsi dell’Enoteca Italiana e dei suoi vini protetti? Dal Brunello di Montalcino al Chianti, dalla Vernaccia di San Gimignano al Nobile di Montepulciano e molti altri.

Arte e buona cucina non sono gli unici motivi di vanto di una località che ospita anche la banca più antica d’Italia e il primo policlinico universitario nazionale. Tradizionalista proiettata al futuro, e perché no a un futuro più sostenibile, la città invita i suoi visitatori a ri-scoprirla a piedi, cosicché tra arte, gusto, rioni medievali e paesaggi agresti, lasciarsi ispirare e suggestionare da leggenda e realtà diventa un piacere irresistibile.


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